Alfonso è sempre consapevole del suo ruolo subalterno, tanto più quando viene invitato a casa di Maller, dove si confronta con una borghesia orgogliosamente consapevole della sua condizione di classe dirigente, che però non ha assorbito nulla dell’eleganza aristocratica. Snobisticamente essa si compiace di menzionare Balzac, ma non ha un’attrazione autentica per la cultura, e se accoglie il protagonista, non dimentica nemmeno per un istante il suo ruolo subalterno.
La sorpresa è costituita dall’imprevisto interesse che dimostra per lui la figlia di Maller, e dalla ragione di tale interesse, l’amore per la letteratura. Alfonso, però, ignora che l’invito a partecipare alle sue serate letterarie è stato suggerito dallo scettico avvocato Macario, brillante tempra di lottatore e predatore della vita – il contrasto tra due personalità molto diverse sarà approfondito in Senilità con il protagonista Brentani e lo scultore Balli.
Alfonso e Annetta tendono a obiettivi diversi: lui ambisce con il successo letterario a un riscatto di classe, lei a un riconoscimento mondano. Il romanzo che si dedicano a scrivere a quattro mani è un ibrido che non può pervenire ad alcuna compiuta realizzazione, per l’assenza di autentico talento letterario in entrambi. Nella trama di Alfonso è palese il carattere autobiografico (un giovane aristocratico decaduto cerca fortuna in città e sposa la figlia del suo principale), in quella di lei è riconoscibile un più romantico feuilleton (una giovane nobile tratta con disprezzo il ricco industriale che ha acconsentito a sposare dopo una delusione amorosa, ma alla fine riconosce le virtù del marito e il loro diventa un matrimonio felice).
Annetta è una rappresentante quasi esemplare della sua classe sociale: umorale, capricciosa, piuttosto spregiudicata, si è imbarcata in questa avventura letteraria per noia e la curiosità di condividere un’esperienza dal sapore romantico. Alfonso, invece, si attende di trarre concreti vantaggi dalla situazione, per quanto piuttosto confusamente – quando mai è limpida la sua consapevolezza delle cose?
La narrazione riserva un’ulteriore sorpresa: il suo corteggiamento approda alla seduzione di Annetta. Come di ogni sua azione importante, le ragioni di tale esito sono complesse: è innegabile il desiderio fisico di questa ragazza dalle forme aggressive, come il persistente obiettivo del riscatto sociale, ma sottende a entrambi la volontà di affermare la propria personalità contro le proprie corrosive insicurezze.
Questo incontro d’amore, consumato frettolosamente, comunque si rivela una delusione per Alfonso, che non prova alcun brivido di passione. Annetta, invece, ha finito col cedergli perché innamorata? Più probabilmente, ha assecondato la sua sensualità, invitandolo a questa prima e ultima notte d’amore, attratta anche dalla curiosità di un’esperienza che la morale perbenista del tempo considerava proibita. La sua partecipazione sentimentale, infatti, è decisamente scarsa: lei è visitata dal pensiero ricorrente di quanto perderà legandosi all’amante povero, e lo dimenticherà presto senza rimpianti, gelosa dei privilegi della sua elevata condizione sociale. In questa circostanza, singolarmente, Alfonso dimostra una vista acuta: “Non credeva che Annetta lo amasse; ella si era piegata alle conseguenze di un fatto irrevocabile”.
Da questo episodio, centrale nel romanzo, gli avvenimenti s’infittiscono. Invece di approfittare della situazione da una posizione di forza, Alfonso indugia in confuse elucubrazioni, cercando di convincersi che deve rinunciare alla sua conquista. Annetta in una lettera lo invita ad assentarsi per qualche giorno da Trieste, per poter rivelare la loro relazione a suo padre e acquietare la sua collera inevitabile.
Il giovane ignora che qualcuno ha tramato nell’ombra: Francesca, l’astuta governante di casa, la quale mira a conseguire il massimo vantaggio – il matrimonio – dalla sua relazione con il banchiere.  (continua)

 

Share This