Stendhal era solito sconcertare i salotti parigini dichiarando la sua avversione per lo stile di Chateaubriand, l’aristocratico, altero e fascinoso caposcuola del Romanticismo in Francia. Le donne, che impazzivano per quello che era considerato, sul piano letterario, un “enchanteur“, ne rimanevano scandalizzate. Qual era la ragione del disprezzo di Stendhal?

Non si può certo pretendere l’obiettività da uno scrittore, quando le sue idee letterarie contrastano con quelle di un altro, di lui più anziano e molto più famoso, e non ha senso, quindi, chiedersi se Stendhal aveva ragione o torto. Indubbiamente la maggior parte dell’opera di Chauteaubriand è invecchiata, e nessuno oggi prende più in mano il libro che fu il suo più grande successo, Il Genio del Cristianesimo.

Chauteaubriand inoltre come romanziere è decisamente mediocre, anche perché non ha mai saputo creare un personaggio vivo, ma è uno dei più grandi pittori di paesaggio della letteratura europea e un prosatore superbo, come dimostra il suo capolavoro postumo, Memorie d’oltretomba. Dalle sue descrizioni pittoresche molto ha imparato Victor Hugo, e forse anche Byron dalla sua immaginazione del tenebroso uomo fatale, tanto che Chateaubriand lo accusò di averlo plagiato.

 

 

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