Mirtide, Corinna, Nosside… L’elenco potrebbe continuare.

Al tempo di Saffo - John William Godward - Olio su tela - 1904
Al tempo di Saffo – John William Godward – Olio su tela – 1904

La poesia della Grecia classica al femminile non si esauriva solo con Saffo. Di loro, purtroppo, sappiamo poco più dei nomi, perché non ci è pervenuto quasi nulla. Forse avevano una statura artistica considerevole, ma è impossibile che potessero rivaleggiare con Saffo.

Equivarrebbe a dire che qualcuno potrebbe rivaleggiare con il poema di Dante o con il teatro di ShakespeareDi Saffo si può dire, come di loro, che Dio, dopo averla creata, ne ha distrutto la matrice. Non è solo la più grande poetessa di tutti i tempi, ma anche il più grande poeta lirico tout court.

Al liceo il mio professore di greco non osò nemmeno nominare esplicitamente la natura del suo amore, limitandosi a dire: “Riguardo al discorso che sapete, sembra che fosse vero”.

La professoressa di un mio collega, invece, la spiegava con il disagio dell’imbarazzo. La vicenda di Saffo è paradigmatica per illustrare l’intolleranza di un maschilismo che dai suoi tempi si è protratto fino ai nostri giorni.

Sappiamo che a Mitilene, il centro principale della nativa isola di Lesbo, Saffo dirigeva un tìaso (ce n’erano almeno tre), un’associazione femminile dedita al culto di Afrodite, la dea dell’amore. A questa comunità erano ammesse solo le adolescenti aristocratiche, per essere ammaestrate nella poesia, nel canto e nella danza.

Come in qualsiasi comunità chiusa, era inevitabile che sorgessero relazioni affettuose e anche amorose tra le allieve e con la maestra: i rapporti di natura omosessuale sono sempre stati presenti anche nei seminari, dove la castità costituisce un voto, e probabilmente anche nei monasteri di clausura di ambo i sessi. Di che cosa si è scandalizzata l’ipocrisia maschile?

Anche chi, ai giorni nostri, riconosce ogni diritto all’omosessualità, potrebbe condannare l’amore di Saffo per le sue studentesse. Sarebbe però troppo facile condannarla alla luce dei nostri attuali parametri, non solo etici, ma anche giuridici.

Nella sua isola, in verità, il rapporto amoroso tra la maestra e l’allieva era ammesso, perché era considerato un momento educativo di preparazione all’amore che quest’ultima avrebbe conosciuto nel matrimonio.

Nella classe aristocratica la pederastia, cioè il rapporto anche erotico tra un uomo maturo e un adolescente, giocava un ruolo importante nel sistema socio-educativo: era una forma di pedagogia che rispondeva a un preciso codice, dunque una vera e propria istituzione. Nella poesia arcaica l’omosessualità non era certo censurata, come dimostrano Anacreonte e Ibico.

Quest’ultimo, nato a Reggio, città della Magna Grecia, forse intorno al 570 a. C., vagò di corte in corte e visse prevalentemente a Samo e ad Atene. Su di lui abbiamo una testimonianza di Ciceronesecondo il quale ardeva di passione più di tutti, e lo stesso pensavano gli studiosi antichi. Ibico, che fu un grande poeta corale (la poesia corale era cantata a più voci con accompagnamento di cetre, flauti e figure di danza), dai pochi versi che ci sono pervenuti ricorda da vicino Saffo per la tematica amorosa.

Saffo
Saffo

Nelle sue liriche, però, la natura non è riposata né riposante, ma carica, stravolta, rispecchiando il carattere del suo amore per gli efebi: un amore che non conosce la grazia e le modulazioni della poetessa, teso, angoscioso, febbrile. Se volessimo cercare un sentimento simile della passione amorosa, potremmo forse rinvenirlo – per quello che può valere tale accostamento –, circa diciassette secoli dopo, nella lirica del fiorentino Guido Cavalcanti.

La grandezza di Saffo fu subito riconosciuta: il legislatore ateniese Solone, che si dedicava anche alla composizione poetica, vissuto come lei tra il VII e il VI secolo a. C., avrebbe dichiarato che desiderava imparare a memoria una sua lirica e poi morire, mentre un epigramma attribuito a Platone definisce la poetessa la decima musa.

Perché contro di lei le malelingue dei commediografi seminarono accuse di corruzione?  (continua)

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