Pubblicazioni

La rinuncia all’immortalità, sia pure per salvare la vita dei propri famigliari, condanna all’emarginazione dal genere umano.

La Venuta del Dio Ignoto

L’ultimo Romanzo di Antonio Benedetti

Perché mai il protagonista ha ricevuto in eredità da un collega, morto di una malattia sconosciuta, uno specchio antico, sul quale sono incisi alcuni caratteri della lingua dei Micenei? È stato solo il gesto di una mente ottenebrata?

A Creta egli è ben presto coinvolto dal primo di una serie di avvenimenti enigmatici: il giovane che lo soccorre in un uliveto e subito si allontana è reale o un’allucinazione?

Che significano in seguito le fitte impronte e le sconcertanti offerte, appese ai rami degli alberi sulla sommità di un monte, di numerose presenze femminili?

Questi avvenimenti culminano in un selvaggio rito orgiastico, durante il quale il protagonista è salvato dall’ambigua epifania di un’arcana presenza femminile. Sconvolto da tale apparizione, potrà egli condividere ancora la miseria della condizione umana?

(Valutazione epistolare di Giorgio Bárberi Squarotti, Maestro accademico e critico letterario)
«L’autore sa armonizzare mito e ironia, storia e attualità, filologia ed evocazione dionisiaca con straordinaria sapienza di parola e con efficace animazione di personaggi, fino alla visionarietà più intensa… Al romanzo vero e proprio ha aggiunto note e commenti e citazioni argute e dottissime al tempo stesso: che gioia, allora, ritrovare così viva e sapiente la tradizione e i miti greci per opera sua, della sua scrittura!»

*** RECENSIONI

«Un paesaggio… sotto le luci più abbacinanti della solarità mediterranea diventa teatro per presagi ed epifanie. Il romanzo ha un tempo unitario che lo rende tanto più avvincente: la scrittura è compatta e gli eventi si snodano legati strettamente da una sorta di tensione. Il tema è classico per eccellenza: amore e morte, eros e thanatos, motivo dominante che si ritrova poi declinato come comune denominatore a connotare le opposte tensioni dell’animo dei vari personaggi… È proprio una classicità rivista come in una prospettiva di “realismo magico”, colta nella sua indecifrabile fisicità, a creare il fascino più vivo.»
Alessandra Galetto, giornalista letteraria del quotidiano “L’Arena”

Titolo Libro

La nuova sortita del cavaliere errante

Don Chisciotte, che vive con insofferenza la sua forzata inattività, apprende dal curato del suo paese che Miguel de Cervantes è rinchiuso ingiustamente in una prigione della capitale.

Può il cavaliere dalla triste figura rimanere sordo alla richiesta di soccorso dello scrittore che ha reso celebri le sue imprese?

Il viaggio alla volta di Valladolid, in compagnia del fedele Sancio, riserva subito al protagonista un’amarissima delusione: scopre che la donna alla quale ha consacrato il suo cuore e dedicato le sue imprese, Dulcinea del Toboso, è in stato di avanzata gravidanza.

Il viaggio prosegue in condizioni difficili attraverso le strade polverose della Meseta, sotto la sferza di un sole crudele. Don Chisciotte e Sancio devono affrontare una serie di avventure, nella prima delle quali un vecchio nobile saraceno, custode di una miniera d’oro, la cui ubicazione viene poi scoperta dallo scudiero, sfida don Chisciotte a un duello all’ultimo sangue.

Successivamente, è lui che sfida a duello un giovane aristocratico, che recitava, in compagnia di alcuni uomini e donne vestiti da pastori, l’Aminta del Tasso, ma ne viene sconfitto. Don Chisciotte deve dunque accettare di essere rinchiuso con Sancio in un manicomio, dal quale riescono a evadere promuovendo una rivolta dei pazienti, ma poco dopo vengono catturati da una banda di briganti.

Nella capitale il cavaliere e lo scudiero non hanno migliore fortuna: imprigionati, scoprono che Cervantes è già stato liberato da parecchio tempo, ma ciò che provoca lo sdegno di don Chisciotte è la scoperta che un ignoto scrittore ha pubblicato un libro in cui gli attribuisce imprese che non ha mai compiute.

Il cavaliere allora intuisce che deve affrontare la più difficile e risolutiva delle sue imprese, contro lo sconosciuto che lo ha sempre seguito a sua insaputa durante il viaggio.

Ne uscirà vincitore? In ogni caso, rimarrà l’uomo che è convinto di essere?

“È un’opera giocosa, ironica, saporosa, alacre: la nuova vicenda di Don Chisciotte alquanto ammodernata è raccontata in modo suasivo ed elegantissimo, con un senso infinito di spazio nel quale intervengono altre letterature e altre avventure (mirabile l’episodio tassesco). Anche i due episodi dei matti e del carcere sono splendidi. Spero che qualche editore attento e davvero capace di capire che cos’è la narrativa vera e non quella di moda pubblichi questo piacevolissimo, geniale romanzo.”

(Valutazione epistolare di Giorgio Bárberi Squarotti)

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