Il dialetto nel romanzo

A dispetto, forse, del titolo, questo articolo intende trattare dell’assenza del dialetto nel romanzo. Anche questo è un argomento sul quale non sono riuscito a darmi una risposta. Il dialetto in poesia non è certo stato latitante: basta pensare a Porta e a Belli, due nomi degni di essere affiancati ai grandi della letteratura in lingua dell’Ottocento, ma l’elenco potrebbe continuare con parecchi poeti del secolo scorso.

Analogamente, è esistito un grande teatro in dialetto: anche a chi non è veneto la memoria corre subito, ovviamente, a Ruzante e a Goldoni. Il dialetto, naturalmente, opera delle incursioni anche nel romanzo: per fare un paio di esempi, sia nel sopravvalutato, per molto tempo, Piccolo mondo antico di Fogazzaro, sia nell’elegante Giardino dei Finzi-Contini di Bassani.

Di solito, però, esso compare solo nel linguaggio di qualche personaggio minore, per conferire un colore “locale” alla narrazione. Talvolta, ahimè, viene usato con funzioni mimetiche nella creazione di macchiette. Questo non è più nemmeno immaginabile, da quando Gadda ci ha dimostrato, una volta per tutte, le potenzialità di un uso non mimetico, ma espressionistico e gnoseologico, del dialetto.

In ogni caso, sorprende l’assenza di un romanzo totalmente in dialetto. Sorprende anche, se mi perdonate il bisticcio, che essa non sorprenda: non mi risulta, infatti, che di questo argomento si sia dibattuto. In verità, non se ne parla affatto, come di ciò che è scontato. Si può obiettare che ogni narratore ambisce a essere letto da un pubblico vasto, e che la natura discriminante del dialetto distoglie aprioristicamente da ogni sua possibile adozione in un romanzo.

Certamente, ma è solo questa la ragione della sua assenza

? Io non ho alcuna difficoltà a leggere una poesia in dialetto, ma la prospettiva di leggere una narrazione nel veneto che parlo nella vita quotidiana mi scoraggerebbe. Se mi dedicassi a scrivere anche solo un racconto in dialetto, non riuscirei a comporre più di una pagina, e probabilmente non sarei nemmeno invogliato a rileggerla. Qualcuno di voi può aiutarmi a risolvere questo interrogativo?

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