Per quanto riguarda la sua concezione dello stile, invece, Stendhal si può considerare non solo un anti Chateaubriand, ma anche un preromantico sic et simpliciter, che non aveva mai abdicato alla sua formazione illuministica e alla sua passione per la scienza più rigorosa, la matematica.

Se Flaubert poteva amare la musicalità  della prosa di Chateaubriand, ma non il suo lirismo, Stendhal invece detestava entrambi, rifuggendo dalle figure retoriche, perché voleva chiamare le cose col loro nome, senza ricorrere a immagini estranee.

Mentre Flaubert tiene il lettore a distanza, Stendhal gli dà del tu, lo accompagna amichevolmente sottobraccio. E’ affamato di esattezza, di concretezza, e non era una boutade paradossale la sua affermazione che il modello dello stile in letteratura era il codice civile napoleonico.

 

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