Il diavolo in corpo: il titolo è avventante e non lascia dubbi sulla natura di questa presenza nel protagonista, che rievoca in prima persona il suo amore di quindicenne per una ragazza sposata di qualche anno più vecchia di lui. E’ più corretto parlare di passione, perché il giovane è spinto solo dal desiderio, in questo rapporto asimmetrico, in cui solo il dolente personaggio femminile è veramente innamorato.

La vicenda è ambientata in provincia durante la prima guerra mondiale, ma questa è solo un’eco, che agevola la relazione trasgressiva con la lunga assenza di Jacques, il marito della donna, impegnato al fronte.

Raymond Radiguet ha negato risolutamente che la materia del romanzo sia autobiografica, e pour cause: non si può infatti affermare che il protagonista sia un personaggio positivo. Sorprendentemente, nonostante la più giovane età, è lui che s’impone sulla ragazza.

Il diavolo in corpo si può definire il romanzo di una seduzione, ma anche di una dominazione. Quando il protagonista ritrova, dopo qualche tempo la donna sposata, i tempi in cui l’adulterio viene consumato sono brevi, ma al giovane non basta appagare la sua sensualità, vuole esercitare una violenza psicologica sull’amante.

Marthe è indubbiamente, nonostante il suo tradimento coniugale, un personaggio positivo, perché obbedisce alla voce di un sentimento che la induce a disprezzare ogni ipocrisia, fino a concepire il progetto di divorziare dal marito, per il quale non ha mai provato una vera attrazione.

Il giovane, invece, bizzoso e problematico, non conosce l’amore, perché sottopone continuamente tutte le sue emozioni al tarlo della riflessione, che gli impedisce di provare, se non in rare occasioni, un sentimento sincero. Geloso del passato di lei, ha bisogno di un risarcimento psicologico che consegue attraverso l’esercizio del potere nei confronti della sua docile amante.

Non è felice questa relazione, in cui tutto fin dall’inizio è caratterizzato dall’equivoco, e la donna stessa interpreta in modo sbagliato la timidezza e l’imbarazzo del giovane. Lui la trascina in un gioco che non è immune da qualche sospetto di morbosità, perché conosce anche le raffinatezze perverse del libertinaggio.

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