Gioventù che muore è il più riuscito dei romanzi di Comisso. Qualche critico avveduto si accorse del suo valore al momento della sua pubblicazione, nel 1949, ma esso fu presto dimenticato, anche perché si era in piena stagione neorealistica, con la quale l’autore era consapevole di non essere in sintonia. I lettori ignorano che è un’opera surrettiziamente autobiografica, in cui lo scrittore trevigiano ha compiuto un’operazione inversa a quella di Proust nella Prigioniera e in Albertine fuggita: mentre l’Albertine della Recherche nella vita era stata il giovane amante dell’autore, con la protagonista del romanzo di Comisso s’identifica lo stesso scrittore.

Egli infatti aveva vissuto un’ardente passione, non priva di sprazzi di gelosia, per Guido Bottegal, un inquieto  giovane trevigiano, che aveva soprannominato “il fuggitivo” per le sue fughe imprevedibili. Questi era morto in circostanze molto simili a quelle del protagonista del suo romanzo, provocando allo scrittore un’acuta crisi esistenziale.

Gioventù che muore ricorda da vicino Il diavolo in corpo di Radiguet: anche qui il protagonista maschile è un ragazzo più giovane della sua amante, ed è più forte di lei. Lui però non è un inesausto raziocinante, ma un puro istintivo (simile sotto questo profilo all’autore), e la guerra, che è la seconda mondiale e non la prima, non è solo sullo sfondo. Inoltre la narrazione è condotta in terza persona e il personaggio principale è quello femminile.

Adele è una facoltosa donna di trent’anni, sola in vacanza, che avverte con tristezza la fine della sua giovinezza. L’incontro con Guido (l’autore gli ha conservato il nome del suo ispiratore) avviene su un campo di sci, dove lui è vittima di un incidente senza conseguenze. La passione divampa subito, con un’intensità che in lui assume il carattere della furia quasi animalesca dei suoi vent’anni.

Un aspetto che caratterizza Guido è l’assenza di ogni consapevolezza ideologica. Egli è ora comunista ora repubblichino senza intimamente aderire a nessuno schieramento politico. Ci si può chiedere anche quanto a fondo sia coinvolto nella relazione con Adele. Sarebbe errato, a mio parere, ritenere che lei costituisca ai suoi occhi solo un oggetto del suo desiderio. Anche lui conosce l’amore, ma, diversamente dalla donna, qualche fantasia o sollecitazione esterna può d’improvviso intiepidire il suo sentimento, perché egli soggiace agli impulsi sanguigni e contraddittori della sua età. Guido incarna infatti quella fase della giovinezza in cui essa non si è ancora scrollata di dosso lo strascico umorale di un’adolescenza attardata.

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