Sappiamo che la ricerca della parola giusta ha costituito il calvario di scrittori famosi. Il pensiero naturalmente corre a Flaubert, ma non molti sanno che costituiva un rovello anche per Conrad. Il grande romanziere di lingua inglese, infatti, era capace di tormentarsi per trovare la parola della giusta lunghezza da inserire in una frase.

Scopriamo quindi che il qualificativo “giusta” è inteso in modo diverso dagli scrittori. Per qualcuno la parola giusta può essere la parola più esatta, per un altro la più elegante, per un altro ancora la più musicale, o la più evocativa. Questi scrittori, comunque, sono accomunati dall’appartenenza alla categoria di coloro che attribuiscono un’importanza determinante allo stile.

Questa è una categoria meno numerosa di quanto non si pensi, e alcuni grandi scrittori non avrebbero mai affermato di farne parte. Cechov, per esempio, che dichiarava di scrivere con la facilità con cui un uccellino canta, non conosceva altra formula per lo stile che la ricerca della semplicità e, soprattutto, della concisione. Anche il nostro Svevo non era certo uno scrittore tormentato dal problema dello stile nella composizione dei suoi romanzi.

Ognuno di loro, dal proprio punto di vista, aveva ragione. Noi però non abbiamo fatto molti passi avanti nella risoluzione del nostro problema: che cos’è la parola giusta? E, conseguentemente, che cos’è lo stile? La complessità del quesito non deve esimerci dalla ricerca di una risposta, sempre consapevoli che essa sarà, nella migliore delle ipotesi, approssimativa.

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